Interessante, senza interessi

L’Associazione Culturale Jak Italia persegue la visione di una finanza libera dagli interessi, i quali costituiscono la base della speculazione finanziaria, uno dei grandi mali del nostro secolo

Le Mutue di AutoGestione: conseguenze di una riforma discriminatoria

Le Mutue di Autogestione nascono negli anni ’80 sulla scorta delle Società di Mutuo Soccorso come aggregazione di persone e realtà che attraverso la partecipazione diretta alla gestione delle risorse potessero fare finanza “relazionale”. Una finanza capace di irrogare credito a realtà normalmente escluse dal circuito bancario tradizionale, sempre di più dedito al finanziamento delle garanzie e non dei progetti. Una storia dunque più che trentennale, caratterizzata dalla nascita di 5 realtà oggi esistenti (Mag Verona, Mag2 Milano, Mag4 Torino, Mag6 Reggio Emilia, Mag Firenze).

Questa storia è stata bruscamente messa in discussione dalla riforma del 2014, la quale, beffardamente, ha riconosciuto per la prima volta il ruolo della Finanza Mutualistica e Solidale, confinandola però in un “riserva” del credito. Infatti la riforma ha posto una serie di limiti, tra cui: tetto massimo di prestito (75.000 Euro), ha escluso una serie di soggetti destinatari (pensiamo al finanziamento per la ristrutturazione del debito, strumento molto forte delle Mag) ed ha aggiunto una serie di adempimenti, che appesantiscono, anche da un punto di vista degli oneri, una struttura da sempre molto leggera e flessibile. Tutto ciò è avvenuto nei confronti di realtà da sempre molto solide, lontane da qualsiasi alchimia speculativa, attentissime al territorio di appartenenza, pertanto a bassissima “rischiosità sistemica”.

Come tutte le crisi, è stato un momento di crescita per le M.A.G. che hanno aperto una profonda riflessione rispetto al loro nuovo ruolo. Due sono state le strade intraprese: l’iscrizione all’Art. 111 del T.U.B. (seguita da Mag Milano, Reggio Emilia e Firenze) e quella della configurazione in “gruppo finanziario”, perseguita da Mag Torino, in accordo con Banca d’Italia.

E’ in questo solco che Valentina Baldo, studentessa dell’Università degli Studi di Brescia, stagista presso la nostra associazione, ha condotto uno studio sulle direzioni intraprese dalle M.A.G., ipotizzando infine possibili evoluzioni sul territorio bresciano.

La tesi completa la trovate direttamente qui.

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