Interessante, senza interessi

L’Associazione Culturale Jak Italia persegue la visione di una finanza libera dagli interessi, i quali costituiscono la base della speculazione finanziaria, uno dei grandi mali del nostro secolo

“IL DENARO COME BENE COMUNE” – sensazioni e spunti di riflessione: un contributo scritto da Luisa

Premessa.

Da anni mi sono convinta che tutte le mie scelte sono politiche: cosa e come mangio, come mi muovo, come mi vesto, come passo il tempo libero, come comunico, quali tecnologie utilizzo e per quanto tempo… Quasi tutte queste scelte comportano l’uso del denaro, che provo a maneggiare in modo consapevole e responsabile.

Da tempo mi interrogo e cerco di capire come indirizzare i miei risparmi verso finalità che condivido, non semplicemente affidandoli ad una banca più o meno acriticamente.

Nel 2014 avevo avuto l’idea di avviare tra amici e conoscenti ”risparmiosi” una raccolta fondi da mettere a disposizioni di ragazze e ragazzi, con idee interessanti e progetti sostenibili, a cui le banche non davano credito per motivi che conosciamo fin troppo bene. Ci abbiamo provato, purtroppo senza successo!

Ma non mi sono data per vinta e nella mia ricerca di andare oltre le informazioni economiche terroristiche e colpevolizzanti dei media tradizionali, sono approdata a JAK!

Avevo mandato un po’ di mail per invitare all’evento amiche e amici, anche di area veronese, purtroppo impegnati in gite scolastiche o in visita a “Fa la cosa giusta” (in contemporanea a Milano).

Jak Meeting 2017 – sabato 11 marzo

Roberto aveva mandato una mail per avvisare che aveva tre posti in macchina per chi volesse aggregarsi : “Sharing economy da subito!” ho pensato.

Sabato mattina, alle 7.30 mi raccolgono davanti a casa, ultima fermata prima di imboccare l’autostrada.

Siamo in 4, 3 uomini (75%) e 1 donna (25%): vengono rispettate le percentuali di partecipazioni agli eventi che trattano di economia (Giancarlo ha confermato i numeri).

C’è già il sole che diventa sempre più caldo e brillante.

Una breve sosta per un caffè e riprendiamo per il monastero, a cui arriviamo percorrendo l’ultimo breve tratto in leggera salita in mezzo a prati e vigneti. Scesa dalla macchina sento subito l’aria fresca e pulita e il cinguettio degli uccelli. Il monastero, sotto il sole brillante è bellissimo!

Sono arrivata in un luogo che evoca la mia infanzia felice. Natura, presenze umane discrete, sguardi e sorrisi gentili, di chi è abituato all’accoglienza, senza condizioni.

Siamo arrivati in anticipo sull’orario di inizio del convegno ed ho tempo per familiarizzare con il luogo. Ho trovato una panchina, sotto gli alberi, mi sono guardata in giro, ho respirato aria pulita e ascoltato i suoni intorno.

Un vero peccato abbandonare il sole e l’aria di primavera per rinchiuderci tutti nella sala del convegno….

 Relazioni della mattina del primo giorno

“ FINANZA ISLAMICA: ETICA ED ECONOMIA REALE” – Relatore dott. Turrini (che ho già sentito in un paio di occasioni)

Il denaro arriva direttamente da Dio e la sua gestione è governata dalle leggi divine contenute nel Corano e da successive regole elaborate dal consiglio dei saggi per adeguare le antiche prescrizioni al tempo presente.

Da un lato mi sembra rassicurante pensare che anche l’economia possa essere benedetta da Dio. Dall’altro mi dico che i principi ispiratori della finanza islamica potrebbero coincidere con quelli di un Umanesimo responsabile e illuminato.

Il concetto che mi colpisce maggiormente è che l’interesse (sui prestiti) è considerato “peccato”; da un punto di vista laico si potrebbe definire un errore, una causa di ingiustizia, destinata a propagarsi e a generare conseguenze terribili.

In Italia non ci sono banche islamiche, né nelle banche tradizionali esistono sportelli specifici che lavorino in base ai princìpi della finanza islamica. Questo nonostante in Italia ci siano circa un milione e mezzo di musulmani.

La seconda relazione “FINANZA SOLIDALE A MATRICE MAG: IL DENARO COME BENE COMUNE” è a cura di due esponenti di MAG Verona (le dott.sse Stefania Colmelet e Gemma Albanese). Conosco da tempo MAG Verona, ricevo la loro newsletter e quindi sono al corrente delle loro molteplici, apprezzabili iniziative.

Dopo aver raccontato la storia della MAG (che inizia quasi quarant’anni fa, nel 1978), presentano l’insieme dei servizi che attualmente MAG offre in particolare alle startup, ai disoccupati, alle associazioni. MAG è anche un luogo di aggregazione, dove si costruiscono e si favoriscono relazioni e sinergie tra realtà simili e complementari.

Mi piace molto che siano riusciti ad avere una CASA COMUNE, dove offrire spazi di confronto, aiuto, sostegno (anche attraverso il microcredito), formazione…  e molto altro.

L’impressione che ne ricavo è di una realtà vivace, affidabile, ancorata a solidi princìpi. Qualcosa che c’è e su cui i veronesi possono contare! (Hanno realizzato quello che avevo sperato di avviare a Brescia.. ma c’è ancora speranza!, mi sono detta)

Relazioni del pomeriggio del primo giorno

Il programma scritto prevedeva due relazioni. Quella di Libera è stata annullata per un imprevisto, ma così si è creata una splendida opportunità per i partecipanti di confrontarsi, commentare, suggerire, proporre nuovi argomenti all’attenzione dei presenti.

La relazione “I BENI COMUNI, IL LORO RAPPORTO CON L’ECONOMIA ED IL CONCETTO DI VALORE” è stata preceduta da una breve presentazione da parte di Paola delle attività che fanno riferimento al Monastero che ospita il convegno.

Il relatore è Luca Cecchi, che tra l’altro ci fa vedere un paio di brevi video, che illustrano perfettamente il suo pensiero: “Il miglior discorso del mondo” dell’ex  Presidente uruguaiano Pepe Mujiica (https://www.youtube.com/watch?v=3SxkMKTn7aQ), (i passaggi che più mi sono rimasti impressi : “stiamo governando la globalizzazione o è la globalizzazione che governa noi?” e ancora “povero non è chi ha poco ma chi desidera infinitamente tanto”  e infine “il principale elemento dell’ambiente si chiama la felicità umana”) e una breve lettura di Erri De Luca “Considero valore”  (https://www.youtube.com/watch?v=XmFMwsDt8EE), che fa riferimento a concetti e valori non quantificabili.

Luca ci ha raccontato la situazione dell’inquinamento in Veneto e di come le associazioni lavorano per la consapevolezza collettiva.

Al termine ci siamo messi in cerchio per condividere riflessioni scaturite dalle relazioni della giornata.

Si è parlato della storia e del significato della moneta, del signoraggio, del fallimento del modello economico in vigore, della necessità di cambiare e della importanza della consapevolezza individuale e collettiva in relazione al bene “denaro”. Si è parlato di uno spettacolo di Beppe Grillo “Apocalisse morbida”, ne abbiamo visto un pezzo… si trova facilmente su youtube. Tutto molto partecipato, molto vivace, molto interessante!

I momenti conviviali -pranzo e cena- sono stati utilissimi per conoscerci meglio, per sapere un po’ più di noi, da dove veniamo, che cosa facciamo, perché siamo qui… una coppia viene da Rimini, un’altra da Falconara, Luigi da Savona.. tutti qui per stare insieme, con la voglia di creare un futuro migliore, basato su un paradigma differente, alternativo, dove l’essere umano non è un consumatore ma anima, mente, emozioni e corpo!

Tavola rotonda – mattina del secondo giorno

Introduce Roberto, di JAK, partecipano : Carlo Giordano, coautore del libro : “Liberi da interessi”, Francesco Fiore, Amministratore delegato di Venetex (su modello di Sardex), Luigi Giorgio di MDF (Movimento Decrescita Felice), Giulia Pravato e Gaia Mirandola di MAG Verona (Rete del buon vivere).

Veniamo in contatto con punti di vista specifici, che aprono nuove possibilità, nuove speranze.. ci parlano di progetti di formazione nelle scuole, per coinvolgere i ragazzi nel pensare e progettare un futuro diverso, ci parlano di monete complementari (circuito Sardex e Venetex in particolare), di decrescita (che non vuol dire tornare all’età della pietra, ma utilizzare la tecnologia per rendere il mondo un luogo di maggiore felicità e minore inquinamento).

Il bello di tutto ciò è che sembra di respirare aria nuova, che solleva gli strati polverosi delle informazioni ufficiali, rivelando nuove possibilità. Non siamo sconfitti! Si può lavorare per un cambiamento, per un Bene comune.

Conclude i lavori Giancarlo, presidente di Jak.

L’atmosfera che si è creata in questi due giorni è frizzante, c’è voglia di continuare a lavorare insieme, ci si scambiano numeri di telefono, indirizzi email, si fanno ipotesi di incontri a breve- medio termine.

Io, inguaribile curiosa e ottimista, compro una delle tre copie del libro “Liberi da interessi” che Carlo ha portato con sé.

Arrivata a casa lo leggo, è un librino piccolo. Una storia per bambini, per ragazzi e per genitori (curiosi).. io potrei essere una nonna…

Il futuro è davanti a noi, davanti a me. Posso fare qualcosa? Posso sentirmi parte del cambiamento che vorrei? La mia risposta è SI.

 

 

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