Interessante, senza interessi

L’Associazione Culturale Jak Italia persegue la visione di una finanza libera dagli interessi, i quali costituiscono la base della speculazione finanziaria, uno dei grandi mali del nostro secolo

3 anni insieme: Lettera dal Presidente

Cari amici,

è strano come il tempo in certe faccende si dilati ed in altre si contragga: questi 3 anni alla guida dell’associazione sembrano stati lunghissimi, forse per l’intensità delle cose fatte. In quel lontano febbraio del 2014 avevamo avanti a noi una ripidissima salita: il progetto bancario era andato in frantumi assieme a quel gruppo di attivisti che era stato il cuore ed i muscoli di Jak fin dall’ inizio della sua storia. I primi mesi di insediamento del direttivo furono infatti di forte smarrimento: dovemmo fare i conti con una nuova realtà, completamente differente rispetto a quella di pochi mesi prima. Iniziò pertanto da un lato una fase esplorativa, alla ricerca di una nuova dimensione dell’associazione, e dall’ altro di riorganizzazione interna. In primis ci fu la revisione dello Statuto, ed in particolare dell’oggetto sociale, il quale spostò la finalità dell’associazione dalla creazione “tout court” di una banca alla costruzione di “sinergie con altre realtà di finanza etica, valutando fattibilità e riproducibilità di progetti volti a costituire nuove realtà libere da interessi”, aprendo così l’associazione alla sperimentazione di modi e forme più svariate. Fu sulla scia di questa nuova dimensione che iniziarono le collaborazioni con due interessanti realtà etiche: C.A.E.S. (Consorzio Assicurativo Etico e Solidale) e A.C.A.F. Italia (Associazione Comunità Autofinanziate), la prima per la diffusione di prodotti assicurativi etici, la seconda per la costituzione di JaKaF (comunità autofinanziate senza interessi). Non solo, nel giugno del 2014 iniziò la partecipazione al Tavolo Nazionale della Finanza Etica e Mutualistica Solidale (F.E.M.S.), sintesi del percorso che la Rete di Economia Solidale (R.E.S.) sta compiendo alla ricerca di unità del movimento gasista italiano. All’ interno dell’associazione si avviò il rinnovamento degli strumenti comunicativi della stessa: dal logo al sito internet, passando per la newsletter, al fine di sottolineare la discontinuità dell’associazione rispetto al passato prossimo. Questa fu inoltre l’occasione per sanare alcuni adempimenti normativi: con il deposito presso l’Agenzia delle Entrate sia dell’Atto Costitutivo che del nuovo Statuto, l’associazione potè iscriversi, all’ inizio del 2015, all’ albo delle Associazioni di Promozione Sociale (A.P.S.), acquisendo così vantaggi in termini di accesso a bandi ed agevolazioni fiscali (5%mille). Venne inoltre rafforzato il rapporto con Mag6 di Reggio Emilia, il cui tavolo però venne interrotto nel dicembre del 2014 travolti dalla riforma degli intermediari non bancari.

Col 2015 fu più chiaro che la dimensione nazionale fosse troppo dispersiva per le energie in essere dell’associazione, pertanto venne intensificata l’attività territoriale, con fulcro nel territorio bresciano. Proprio a Brescia, nell’ Ottobre dello stesso anno, venne organizzata un importante conferenza dal provocatorio titolo: “Avrai altra finanza all’ infuori di me”, nel quale gli incontri “esplorativi” dei mesi precedenti assunsero la massima sintesi: sullo stesso palco infatti, si ritrovarono esponenti di Banca Etica, di Caritas Diocesana (progetto microcredito senza interessi), finanza islamica (Co.Re.Is.), R.E.S. e Jak; palpabile fu la sensazione di come da identità profondamente differenti possano scaturire percorsi così vicini. Oltre al gruppo territoriale, venne stipulata una convenzione con l’Università degli studi di Brescia per l’inizio di uno stage con la Facoltà di Economia avente ad oggetto una sorta di “studio di fattibilità” di una M.A.G. in territorio bresciano, studio conclusosi lo scorso novembre con la laurea della nostra stagista Valentina.

Con l’anno corrente (2016) si stabilisce di dare nuova vitalità all’ attività associativa, rilanciando un format di grande successo come la Jak School, corretta e rivista rispetto al passato (a presto avrete notizie ufficiali a riguardo), ed un viaggio dalla “mamma” Jak Medlemsbank (anche questo in corso di organizzazione), al fine di rivitalizzare i rapporti con gli svedesi, a circa 4 anni dall’ultima visita. Ma il 2016 è un anno importante per un altro motivo: alla fine di Settembre veniamo chiamati in audizione alla Commissione Finanza delle Camera, occasione unica per portare nelle istituzioni la nostra testimonianza e importante riconoscimento per gli 8 anni di attività alle spalle. Ma le buone notizie non finiscono qui: in Luglio si laurea un altro nostro tesista, Enrico, il quale nella sua discussione apre una prospettiva nuova per la nostra realtà: Islamic Window, la possibilità di combinare il metodo Jak con gli strumenti della finanza islamica (uniti dal comune rifiuto del sistema degli interessi). Ipotesi che è in corso di studio e approfondimento.

Insomma sono stati anni nei quali abbiamo cercato di rimettere al centro le relazioni: col territorio, con i soci e con tutti gli attori di quella grande famiglia chiamata “Economia Solidale”, senza dimenticarci mai della necessità di creare strumenti concreti che siano esempio legittimante delle nostre parole.

Un ringraziamento particolare a tutti i soci che ci hanno supportato in questi anni, nel nome di un idea e di un sogno che non vogliamo far rattrappire, se siamo ancora qui è soprattutto grazie a voi.

 

 

 

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